
Titolo del libro: CEO Excellence
Autori: Carolyn Dewar, Scott Keller, Vikram Malhotra
Anno di pubblicazione: 2022
Categoria: Business / Leadership Strategica
Smettetela di giocare a fare i capi
Se apri LinkedIn oggi, trovi più CEO che stagisti. Tutti amministratori delegati di se stessi, della startup nata ieri o della ditta “Io Speriamo Che Me La Cavo”. CEO Excellence è il libro che spazza via la nebbia. Gli autori, tre partner senior di McKinsey, non si sono limitati a chiacchierare: hanno analizzato migliaia di CEO delle più grandi aziende del mondo (la lista Global 2000), hanno scremato i mediocri e hanno messo sotto torchio i 67 che hanno davvero spostato l’ago della bilancia. Questo non è un libro, è un’autopsia del successo.
Perché questo libro è qui?
Lo inserisco perché sono stanco di vedere manager che confondono l’autorità con l’autorevolezza. Questo testo è rilevante perché distrugge il mito del CEO come “uomo solo al comando” dotato di poteri mistici. È un manuale tecnico, chirurgico. Se vuoi capire come si guida una nave in tempesta senza finire sugli scogli, devi smetterla di ascoltare i guru da palcoscenico e iniziare a guardare i dati. Qui non c’è poesia, c’è il metodo di chi gestisce miliardi come se fossero noccioline. Se credi che arrivare in cima sia il traguardo, questo libro ti spiega che è solo l’inizio dei tuoi problemi.
Focus per manager
Se pensi che il management sia solo guardare fogli Excel e tagliare i costi, non hai capito nulla del gioco. La lezione brutale di questo libro è che le cosiddette “soft skills” sono in realtà le uniche “hard skills” che contano a certi livelli. I migliori CEO non sono quelli che ne sanno di più di finanza o di prodotto (per quello ci sono i tecnici), ma quelli che sanno allineare l’organizzazione, mobilitare i leader e gestire gli stakeholder. La mediocrità nel management nasce quando cerchi di gestire le persone come se fossero macchine. I top performer, invece, trattano la cultura aziendale con la stessa rigorosa disciplina che applicano al bilancio.
Cosa mi porto a casa da questo libro?
Sii audace, non prudente. La maggior parte dei manager gioca per non perdere. I veri CEO giocano per vincere. Non fanno piccoli aggiustamenti, resettano la visione. Se la tua strategia non ti spaventa almeno un po’, è debole.
Tratta il “soft” come “hard”. Cultura, talento e dinamiche di gruppo non sono cose da delegare alle Risorse Umane mentre tu fai “il business”. Quelle sono il business. Se fallisci lì, i numeri crolleranno.
Gestisci il tuo tempo come un investimento. Il tempo è l’unica risorsa che non puoi ricomprare. I CEO eccellenti sono spietati con la loro agenda: fanno solo ciò che solo un CEO può fare. Tutto il resto è delegato o eliminato.
Il Board non è il nemico. I manager mediocri cercano di minimizzare l’interazione con il consiglio di amministrazione. I migliori lo usano come leva strategica. Se subisci il tuo Board, hai già perso.
Il concetto chiave che mi rimane in testa
Fare il CEO non è una posizione di privilegio, è una disciplina a sé stante. Non vieni pagato per decidere tutto, ma per far sì che le decisioni giuste vengano prese, anche senza di te. È la differenza tra essere un collo di bottiglia e essere un catalizzatore.
Cosa c’entra col Business Liquido?
C’entra tutto. Il modello rigido del “capo che sa tutto” è morto e sepolto. CEO Excellence dimostra che per sopravvivere oggi devi saper mobilitare l’intelligenza collettiva. Un’azienda liquida ha bisogno di una direzione chiara (il “cosa”) ma di totale flessibilità sull’esecuzione (il “come”). Se resti ancorato ai vecchi organigrammi e pensi che il tuo titolo ti dia ragione a prescindere, sei un dinosauro che aspetta il meteorite. Impara a guidare il cambiamento, o sarai tu quello cambiato (leggi: sostituito).
Lorenzo AIT | Punchline
“Se dovessi ‘venderti questa penna’ scriverei: «Non ti serve la penna per firmare assegni, ti serve per riscrivere le regole».”

